Tempo di risposta (monitor): tutto quello che c’è da sapere

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Alla ricerca di un monitor per giocare o del miglior notebook da gaming? Le specifiche tecniche da considerare sono molte: dimensioni e risoluzione del pannello di visualizzazione sono abbastanza ovvie, ma c’è un altro fattore importante, ovvero il tempo di risposta.

In questo articolo vi spiegheremo di cosa si tratta e perchè è una specifica così importante da considerare, sopratutto per i gamer.

Cos’è il response time?

Il tempo di risposta (response rate in inglese) è il tempo impiegato da un pixel per passare da una scala di grigi a un altra. Nella pratica, si misura il tempo necessario per passare dal nero al bianco, e poi al nero di nuovo, e si misura in millisecondi (ms).

Non esiste un metodo standardizzato per misurare questo dato: alcuni produttori misurano il tempo necessario per passare dal nero al bianco, altri dal nero al bianco al nero, o più comunemente dal grigio al grigio. In ogni caso, più è basso meglio è, in quanto è possibile incorrere in problemi come di sfocatura (come l’effetto ghosting).

Il response rate non deve essere confuso con il refresh rate di un monitor. I nomi sono simili, ma la frequenza di aggiornamento è il numero di volte che il monitor aggiorna (cambia) l’immagine visualizzata in un secondo, e si misura in Hertz. Al contrario del tempo di risposta, il refresh rate più è alto, meglio è.

Perché ricercare un tempo di risposta basso?

response rate basso ideale per il gaming

La maggior parte degli utenti non è nemmeno a conoscenza del tempo di risposta del proprio monitor, questo perchè fondamentalmente la maggior parte delle volte non è così importante, soprattutto per chi utilizzare il computer per navigare su Internet o per applicativi come Office. Sui monitor e sui televisori più moderni non presentano incertezze anche nella riproduzione video: non hanno mai un ritardo così significativo da mostrare sfocature o problemi simili.

L’eccezione è il gaming. Per i player ogni singolo millisecondo conta: vincere o perdere un round su Rainbow Six Siege, così come una partita su Fortnite o altri giochi frenetici simili può effettivamente essere questione di un millesimo di secondo. Quindi, per un gamer alla ricerca di ogni possibile vantaggio competitivo, una bassa frequenza di aggiornamento (5 ms o meno) giustifica la scelta di un monitor più costoso e orientato al gaming.

Quali tipi di monitor sono i più veloci?

Alla ricerca di un portatile o di un nuovo monitor da gaming? In commercio esistono pannelli tecnologicamente parlando differenti, ma in linea di massimo sono 3 gli standard più diffusi: TN, IPS e VA. Cerchiamo di fare rapidamente chiarezza, evidenziando qual è la tecnologia più “veloce”:

  • Monitor TN (Twisted Nematic): i più economici, sono quelli dal tempo di risposta più basso (1-2 ms generalmente) ma sono stati anche i primi a portare il refresh rate a 144 Hz o più. Tra i 3 però sono quelli che peccano maggiormente in termini di fedeltà cromatica e di angoli di visione. Sconsigliati sicuramente per chi cerca la precisione nei colori (grafici), ma ottimi per i gamer;
  • Monitor IPS (In-Plane Switching): sono quelli dai colori più accurati, apprezzati da grafici, fotografi, video editor e chiunque ricerchi una certa accuratezza dei colori. Hanno tempi di risposta più elevati rispetto ai pannelli TN, quindi sono raramente commercializzati come monitor da gaming;
  • Monitor VA (Vertical Alignment): i più recenti, la tecnologia Vertical Alignment cerca di coniugare gli aspetti positivi dei monitor TN con quelli positivi degli IPS. Possono essere considerati come una via di mezzo tra gli altri 2 standard, anche se i monitor VA più recenti riescono a raggiungere un tempo di risposta anche di 1 ms.

Siete dei gamer e volete il massimo dal vostro setup? Acquistate un monitor TN o, meglio ancora, un VA con response rate inferiore ai 5 ms. Ci sono monitor IPS per giocare, ma sono rari e molto costosi, e non ancora veloci quanto le altre 2 opzioni.

monitor va miglior compromesso per colori e refresh rate

Possibili conseguenze

Per ridurre il tempo di risposta, i monitor da gaming spesso rinunciano a un’elaborazione dell’immagine più complessa, che si traduce in colori più opachi e in una luminosità contenuto. Questo chiaramente nella teoria, nella pratica il tutto cambia da modello a modello. In commercio i monitor da gaming, sopratutto quelli delle aziende più affermate, permettono di ottenere un tempo di risposta contenuto senza particolari compromessi.

Tempo di risposta basso: si o no?

Ne vale la pena? Per alcuni giochi, non proprio. Se dovete giocare in modalità single-player e l’unico nemico da affrontare è il computer, lo sforzo (del portafoglio) non vale la candela. Giochi più casual come Minecraft poi non traggono alcun vantaggio, anche se giocati online.

Parlando di gioco online: se la connessione a Internet è scadente, allora il tempo necessario al computer per inviare e scaricare informazioni dal server è probabilmente molto più alto del tempo di risposta del monitor. Anche su un monitor “lento” con un tempo di risposta di 10 ms, se il gioco ha un ping sul server di 100 ms (un decimo di secondo), i problemi di ritardo dell’immagine non saranno di certo un fattore così decisivo nell’azione di gioco.

Ma se avete una connessione a Internet veloce e giocate spesso (o unicamente) in modalità multiplayer in giochi competitivi e frenetici come Overwatch, Fortnite, Rainbow Six Siege, CS:GO e via dicendo, è possibile e consigliato ottenere vantaggi nell’avere un tempo di risposta inferiore ai 5 ms. Lo stesso vale per chi gioca con le console su un televisore (molti hanno una “modalità gioco” che abbassa il response rate) o su un monitor da gaming.

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