OnePlus 6T Recensione

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Recensione OnePlus 6T

Difficilmente un brand riesce a lanciare due telefoni di fascia alta nello stesso anno; quando succede, poi, la maggior parte delle volte non funziona. I motivi principalmente sono due: il primo è tecnico, perché è difficile che un semestre basti per fare degli avanzamenti tecnologici tali da giustificare il lancio di un nuovo modello top di gamma; il secondo invece riguarda la credibilità del marchio, perché anche i fan più accaniti rimangono delusi nel veder diventare obsoleto il proprio smartphone in appena sei mesi.

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OnePlus 6T assomiglia molto al OnePlus 6, ma c’è qualche differenza interessante che dovreste notare:

  • Uno schermo AMOLED più grande
  • Notevoli passi in avanti nella tecnologia del lettore di impronte
  • Maggiore durata della batteria
  • Niente più cavo jack (una decisione sempre controversa e non migliorativa a tutti gli effetti)

La domanda a questo punto sorge spontanea. Come se la cava questo telefono se lo paragoniamo a Huawei Mate 20 Pro, al Galazy S9 di Samsung, al Galazy Note 9 e ovviamente all’iPhone XS?

Design e qualità costruttiva

OnePlus mostra nel nuovo modello di voler proseguire sulla strada intrapresa con il modello 6. Al di là dello schermo più grande, che si trasforma anche in qualche grammo di peso in più, il design è rimasto praticamente invariato. Lo si impugna facilmente, il vetro curvo posteriore risulta molto ergonomico e anche il lettore di impronte si trova in una posizione più comoda; quest’ultimo è stato spostato qualche centimetro sopra il fondo del display, così da poter sbloccare facilmente il OnePlus 6T con una sola mano.

lato posteriore oneplus 6t

Osservando il retro del telefono ci accorgiamo che il suo design è stato semplificato per evitare che la mano che regge il telefono si trovi a coprire con il palmo qualcosa che non sia il vetro. Questo aumenta ulteriormente la comodità d’uso e fa risaltare nella parte posteriore i due colori attualmente disponibili, il Mirror ed il Midnight Black, entrambi neri ma con texture e finiture diverse.

Sulla scelta del colore e delle finiture posso dire che, al di là dei miei gusti personali, ci siano alcune cose da notare:

  • La versione Midnight è esteticamente più bella, grazie ad un riflesso opaco che elimina anche il problema delle “ditate”, gli aloni delle impronte che spesso si notano sul retro dei telefoni ricoperti da un vetro.
  • La versione Midnight ha un grip migliore che aiuta a mantenere salda la presa, ma con l’uso regolare il dorso dello smartphone tende a presentare i nostri indesiderati aloni delle impronte.

Come sempre OnePlus include un tasto per il controllo del volume che vi permette di passare dalla suoneria, alla vibrazione, al silenzioso, senza dover sbloccare il telefono. I tasti per il controllo del volume si trovano a sinistra, dove l’indice riesce a raggiungerli facilmente.

Infine, la parte inferiore del dispositivo presenta la porta per il cavo USB  di tipo C e due altoparlanti decisamente mal riusciti: di due griglie, soltanto una è vera; niente casse stereo e soprattutto un grande spreco di spazio, fattore che spero di vedere risolto sul OnePlus 7.

lato inferiore oneplus 6t

Devo anche parlare per un attimo anche di quello che non c’è. Il grande escluso è ancora una volta il cavo jack: niente possibilità di inserirlo, in favore delle cuffie Bluetooth e ovviamente dell’uso di adattatori. Al di là della comodità delle cuffiette senza cavo, la comunità scientifica ha più volte sottolineato che l’utilizzo prolungato di dispositivi Bluetooth posti vicino alle orecchie è un rischio per la salute da non sottovalutare.

Qualcuno potrebbe vederci una decisione estetica, ma molti fan del marchio stanno già facendo le loro rimostranze sulle pagine social dell’azienda. Fortunatamente, OnePlus ha deciso di includere nella confezione del 6T un adattatore per il cavo jack evitando di far passare la scelta per una semplice questione di marketing e di vendita di accessori.

Display

Il OnePlus 6T monta un display AMOLED da 6,41 pollici che vanta una risoluzione di 2.340 x 1.080 ed una densità di pixel di 401 ppi. Questo rende il telefono in grado di supportare tutta la gamma di colori DCI-P3 e di adattarsi ad una serie notevole di sforzi dell’azienda per dare ulteriore personalità alla capacità dei suoi dispositivi di riprodurre tonalità particolari.

display oneplus 6t

Se il colore è estremamente preciso, devo però notare che a differenza del Galaxy S9, qui manca la certificazione HDR. Attualmente possiamo definirlo uno standard di mercato per i top di gamma dei diversi produttori, quindi la mancanza deve assolutamente essere colmata prima di lanciare sul mercato il OnePlus 7. Ho notato comunque un miglioramento della luminosità rispetto a OP 6.

Alla prova sul campo, vi troverete di fronte ad uno schermo che non teme quasi nessuna situazione: anche con la luce diretta del sole puntata sullo schermo, non ci sono problemi a riconoscere distintamente quel che mostra il display. I 453 nits di OnePlus 6T lo rendono davvero luminoso, ma non c’è una modalità di boost per le situazioni estreme come quella che presentano i diretti rivali.

notch a goccia oneplus 6t

Passiamo alla fotocamera frontale e allo sblocco facciale. Questi due elementi tendono ad essere ridotti o nascosti sui modelli nuovi, per dare più spazio allo schermo. Anche nel caso di OnePlus 6T il trend si conferma: un piccolo alloggio a forma di goccia, al centro della cornice superiore del device, ospita la fotocamera ed il microfono rendendoli poco ingombranti ed esteticamente piacevoli. A conti fatti, il rapporto tra l’area coperta dallo schermo e la superficie frontale del telefono raggiunge l’86%.

Sorprendentemente, lo sblocco facciale è svolto solo dalla fotocamera frontale; questo necessariamente cede il passo, in quanto a velocità e precisione, rispetto alle tecnologie di rilevamento a punti IR usati dai concorrenti. In molti casi si fa prima a sbloccare il telefono usando le impronte digitali. In questo caso il dispositivo riconosce l’impronta del proprietario in modo molto rapido e preciso, cosa che va a compensare un po’ la tecnologia meno avanzata dello sblocco a riconoscimento facciale. Alcuni lamenteranno che fosse meglio avere il sensore montato sulla parte posteriore del device come accadeva con il OnePlus 6, ma a conti fatti vi dico mi sembra molto meglio dove è ora.

sensore biometrico in-display oneplus 6t

Un buon lavoro è stato fatto e continuerà a venire fatto, secondo quanto fonti dell’azienda stessa, per migliorare l’esperienza dell’utente quando il telefono esce dallo standby ma non è ancora stato sbloccato. Il sistema di collegamenti rapidi è stato migliorato, ma non ancora al punto in cui OnePlus lo vorrebbe. Secondo delle note ufficiali, grazie ad un futuro aggiornamento gli utenti potranno avere grande libertà nella personalizzazione del menu pre-sblocco.

Prestazioni e benchmark

Il processore montato dal OnePlus 6T è un Qualcomm Snapdragon 845 Soc, lo stesso del modello precedente. In quanto a prestazioni, dai primi test ufficiali e non che sono disponibili come comparazione tra dispositivi, vediamo questa new-entry raggiungere il livello di dispositivi come il Sony Xperia XZ2 Premium.

Nell’uso quotidiano posso dire che lo smartphone si comporta davvero bene, senza mai soffrire problemi di rallentamento o lag. Questo è merito soprattutto della RAM equipaggiata, molto spaziosa, pensata per chi è solito avere più app aperte nello stesso momento. Il livello del processore, poi, ci suggerisce che per gli anni a venire questo dispositivo sarà in grado di reggere qualsiasi gioco o applicazione di altra natura che si possa scaricare dal Play Store.

Passando alla grafica, troverete una GPU  Adreno 630 a gestire il comparto. Sotto questo aspetto, posso dire che OnePlus 6T sia in grado di reggere il confronto con qualsiasi altro dispositivo top di gamma; anche la navigazione sul web è molto veloce, con un’esperienza pari a quella dei diretti rivali ma non all’altezza dell’iPhone XS Max. Forte di un brand più strutturato e di una data di uscita piuttosto recente, il massimo modello di casa Apple attualmente disponibile si dimostra decisamente superiore al 6T sotto questo punto di vista.

Complessivamente, il profilo delle prestazioni è stato gestito con incredibile rispetto dei migliori standard di mercato e che questo dispositivo si dimostri effettivamente all’altezza dei primi della classe. Dobbiamo attendere però la primavera per capire quali saranno le risposte di Samsung e degli altri principali concorrenti.

Software

L’interfaccia di OnePlus 6T è stata rivista per adeguarsi al nuovo aggiornamento Android 9 Pie, ma in larga parte ho riscontrato un’esperienza analoga a quella che ho avuto con il modello precedente tra le mani. Principalmente è il controllo basato sui gesti a fare la differenza rispetto al predecessore.

Subito dopo questo primo impatto ho deciso di approfondire le aggiunte fatte da OnePlus al sistema Android, per capire in che modo l’azienda sia riuscita a migliorare il sistema operativo. Vi segnalo queste tre:

  • Una modalità sicura per gestire varie app, tra qui quella per telefonare;
  • La possibilità di estendere o personalizzare la gamma dei colori;
  • Una  modalità lettura che rende il dispositivo simile ad un reader di e-book.

A livello di sicurezza, ho trovato installata nel dispositivo di prova una patch del 5/9/2018: abbastanza recente, ma di sicuro vedremo presto uscire un aggiornamento per migliorare ulteriormente il livello di protezione del dispositivo dalle minacce informatiche. In generale, comunque, mi aspetto che per vari anni a venire ci saranno regolarmente aggiornamenti su OnePlus 6T, un modello che difficilmente la casa cinese vorrà lasciar cadere in disuso.

Camera

Quanto a componente hardware della fotocamera, il 6T si presenta assolutamente identico al 6 con un sensore IMX 371 Sony da 16 MP nella parte frontale; nella parte posteriore, invece, ritroviamo la doppia fotocamera con i sensori IMX 376K e IMX 519 sempre di casa Sony.

sensori fotocamera oneplus 6t

I passi in avanti sono stati fatti sul software, che diventa più sviluppato anche grazie al coinvolgimento di Kevin Abosch, uno dei fotografi più noti al mondo, per lo sviluppo della tecnologia. Ancora una volta si è lavorato sul grande trend di quest’anno, ovvero la migliore resa in condizioni di scarsa luminosità. Le foto HDR ci appaiono identiche a quelle del predecessore, ma l’esperienza con la fotocamera frontale produce immagini molto più nitide. A parte per qualche imprecisione nelle zone più esposte delle fotografie, possiamo dire che sembrino davvero scattate da una fotocamera posteriore.

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Da sottolineare la mancanza di un vero e proprio flash frontale, compensata in parte dal flash luminoso prodotto direttamente dal display mentre si scatta. Nel complesso è stato fatto un ottimo lavoro, anche se rimangono tutti i limiti di un prodotto che non arriva sul mercato allo stesso prezzo del concorrente progettato a Cupertino. Iphone XS Max è sicuramente più prestante quando bisogna mettere a fuoco un soggetto vicino e scattare dei ritratti, ma anche tanti altri concorrenti del mondo Android fanno meglio. Anche l’esposizione non è il massimo in condizioni di buona luminosità: i passi in avanti che sono stati fatti per gli scatti in penombra sono decisamente più notevoli.

Ci sono degli ulteriori passi in avanti che sono stati fatti sulla fotocamera del OnePlus 6T, come l’integrazione di Google Lens direttamente nella fotocamera ufficiale. C’è anche un primo tentativo di offrire video in formato 4K a 60 FPS, che però vengono limitati dal software ad una durata massima di cinque minuti. Volendo approfondire proprio il discorso video, dobbiamo ammettere che ci piace molto come questo smartphone sia in grado di renderli ben definiti; inoltre il sensore riconosce velocemente le variazioni di luminosità e si adatta di conseguenza, lo abbiamo testato entrando ed uscendo di casa ripetutamente. C’è anche la possibilità di creare video con effetto slow motion a 240 FPS e addirittura a 480 FPS: i limiti alla risoluzione sono 1080p nel primo caso e 720p nel secondo. Quanto al tempo di registrazione, registrando in slow motion si può riprendere fino a un minuto di video.

Autonomia

La batteria da 3700 mAh non me l’aspettavo: da questo punto di vista, il 6T va ad eguagliare tutti i big del momento come Huawei Mate 20 Pro, P20 Pro e Samsung Galaxy Note 9.

Durante tutto il tempo in cui ho usato il telefono non ho mai avuto bisogno di collegarlo all’alimentazione: anche in giornate impegnative come quelle che precedono il Natale, da mattino a sera il dispositivo mi è stato di fianco senza mai abbandonarmi. Non si può male di OnePlus 6 in quanto ad autonomia, ma il 6T oltre ad un incremento del 12% dell’amperaggio presenta anche una migliore gestione dei consumi: in media, l’ho messo in carica prima di andare a dormire con una percentuale di carica del 40-50%.

Per qualche ragione non è stata implementata la ricarica wireless. Probabilmente OnePlus ha capito che, per quanto sia un trend innegabile di questo anno quasi finito, ci sono ancora delle enormi cose che non vanno in questo sistema: semplicemente, non è così comodo da essere indispensabile ed è troppo lento per essere utile. Meglio il sistema collaudato e comprovato che l’azienda ha messo a punto per la ricarica rapida dei suoi dispositivi. Il Google Pixel 3 ci ha dimostrato che esiste la possibilità di integrare delle funzioni aggiuntive nel sistema di ricarica wireless, ma al momento è un’assenza che non mi è pesata nemmeno per un istante.

La ricarica rapida di questo dispositivo è davvero ottima: con 25 minuti di ricarica è in grado di passare dal 25% al 70%, con mezz’ora di ricarica si ottiene un giorno completo di autonomia partendo da un dispositivo completamente scarico. Combinando questo aspetto e la capacità della batteria, dopo qualche giorno di utilizzo mi sono trovato a pensare “Ma questo telefono non è mai in carica?”.

Speaker e qualità audio

Malgrado il design degli spreaker sia un punto debole, come vi accennavo prima, la qualità audio del dispositivo mi ha colpito. Il volume è sorprendentemente alto e il suono è nitido; manca solo il cavo jack, di nuovo. Le cuffiette da 20 euro vendute da OnePlus si possono connettere all’adattatore compreso nella scatola per ottenere un risultato molto buono, ma nonostante ciò la community di fan dell’azienda continua a puntarle il dito contro per questa decisione.

Nelle telefonate che ho fatto ho sempre avuto un’ottima resa audio di chi parlava dall’altra parte, come anche io sono stato ricevuto molto bene a quanto mi hanno detto i vari interlocutori. In merito alle chiamate, quindi, nulla da ridire.

Verdetto OnePlus 6T

Usando OnePlus 6T ho abbandonato lo scetticismo iniziale nei confronti di un prodotto che voleva presentarsi come top di gamma appena sei mesi dopo l’uscita del 6. Mi hanno colpito la sua affidabilità, l’autonomia e le foto scattate in condizioni di luce non ottimali, tutti aspetti su cui il OnePlus 6 non poteva competere con i rivali più costosi. Questa volta, invece, sembra proprio che l’azienda cinese sia riuscita a lanciare un dispositivo davvero all’altezza dei nomi più blasonati della galassia Android.

Dimenticandoci per un momento della faccenda del cavo jack, il design è stato rivisto portando degli indiscutibili passi avanti, sia in quanto ad ergonomia che per quanto riguarda l’aspetto della parte posteriore. Ovviamente non è il miglior dispositivo uscito nel 2018, specie a fronte del fatto che in questa ultima parte dell’anno si vantano 6-9 mesi di ulteriore sviluppo rispetto al tempo che hanno avuto i concorrenti per presentare i loro modelli. Tuttavia, mi pare chiaro che questo non sia granché importante: con un cartellino da 550 euro, rimane sicuramente un passo avanti a tutti i telefoni nella sua fascia di prezzo.

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