Durata SSD, c’è davvero da preoccuparsi?

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Quando le memorie flash sono arrivate in commercio su larga scala come alternativa ai dischi fissi convenzionali (HDD), la preoccupazione maggiore (oltre al prezzo) era la vita media. I tech addicted avevano una buona idea sull’affidabilità generale dei dischi rigidi, ma gli SSD erano ancora una sorta di jolly.

Ma ormai il mercato degli SSD è maturato considerevolmente e abbiamo molti più dati su cui ragionare. La buona notizia è che gli SSD sono probabilmente molto più affidabili di quanto si pensi, e certamente altrettanto buoni come i dischi rigidi in termini di errori; la cattiva notizia è che gli SSD tendono a deteriorarsi negli, e non a causa dell’eccessivo quantitativo di letture e scritture dei dati (come si ipotizzava).

Ciò significa che non c’è una maggiore probabilità di perdere dati con un SSD rispetto a un disco rigido standard, ma è comunque essenziale mantenere un backup dei file più importanti.

Prima di vedere alcuni studi, è importante conoscere velocemente i termini tecnici più comuni associati agli SSD:

  • MLC e SLC: le memorie Multi-Level Cell sono più economiche e più lente, generalmente presenti su unità SSD di livello consumer. Le memorie Single-Level Cell, presenti in SSD di livello enterprise, sono più veloci e tecnicamente meno inclini alla perdita di dati;
  • TBW: Terabyte scritti. La quantità totale di dati scritti e riscritti su un’unità nel corso della sua vita, espressa in terabyte.

Con questo in mente, approfondiamo il tema durata SSD.

Qual è la vita media di un SSD?

Le aziende produttrici tendono a valutare l’affidabilità delle loro unità basandosi su 2 fattori principali: età (come per qualsiasi prodotto) e terabyte totali scritti (TBW). Ovviamente la misurazione di questi tre diversi standard restituirà risultati diversi in base al proprio utilizzo. E il fatto stesso che ci siano tre standard estremamente differenti lascia intendere una cosa: prevedere con precisione la durata media di un SSD è più o meno impossibile.

vita media ssd secondo samsung

Ci sono stati poi diversi studi per determinare più precisamente la durata dell’SSD. Tra quelli più importanti, ricordiamo:

  • Uno studio congiunto tra Google e l’Università di Toronto sulle percentuali di insuccesso delle memorie nei data center (link). Lo studio ha concluso che l’età fisica dell’SSD, piuttosto che la quantità o la frequenza dei dati scritti, è il fattore scatenante di errori di conservazione dei dati. Inoltre, ha stabilito che le unità SSD sono state sostituite nei data center di Google molto meno spesso rispetto ai dischi rigidi convenzionali (HDD) con un rapporto di circa 1:4. Tuttavia, sono stati riscontrati errori irreversibili più elevati rispetto agli hard disk nel periodo di test di 4 anni;
  • Lo studio del sito web The Tech Report sulla longevità (link). Tra le 6 marche di SSD testate, solo le unità di fascia alta di Kingston, Samsung e Corsair sono riuscite a sopravvivere dopo aver scritto oltre 1000 terabyte di dati (un petabyte); le altre unità hanno avuto esito negativo tra i 700 e i 900 TBW. Due delle unità guaste, di Samsung e Intel, sfruttavano lo standard MLC più economico, mentre il disco Kingston è in realtà lo stesso modello di quello che è sopravvissuto, ma è stato testato solo con una metodologia differente. Il fatto che nessuno dei 6 non abbia riscontrato alcun guasto fino al raggiungimento dei 700 TBW è una testimonianza della resistenza dei moderni SSD di fascia consumer;

test durata media ssd

  • Facebook ha pubblicato uno studio sulla durata dei dischi SSD utilizzati nei suoi data center aziendali (link). Il riscontro più interessante dello studio è che, in contraddizione con lo studio congiunto di Google, Facebook ha rilevato che una maggiore velocità di scrittura e lettura dei dati può influire in modo significativo sulla durata di un SSD, anche se non è stata specificata l’età fisica.

In conclusione

Prendendo tutte queste informazioni, quale conclusione trarre? Guardando questi studi, potrebbe sembrare che il nostro SSD brucerà dopo 1 anno o 2. Ma è da tenere in considerazione che 2 dei 3 studi sono stati fatti su data center di classe enterprise, leggendo e scrivendo dati ogni giorno per anni. Poi, per raggiungere un petabyte di dati scritti totali, un utente medio dovrebbe utilizzare il proprio computer più o meno ininterrottamente per 1 o più decenni. Persino i giocatori o gli “utenti esperti” probabilmente non raggiungeranno mai la quantità massima dichiarata dalla garanzia.

In altre parole: è più probabilmente che cambierete l’intero computer prima che l’SSD muoia.

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In ogni caso, è sempre possibile che l’SSD si danneggi a livello hardware, proprio come qualsiasi altra componente del PC o del portatile. E la probabilità che l’SSD possa presentare errori di conservazione dei dati sembra essere proporzionale con il suo utilizzo. A tal proposito, è sempre consigliabile avere un backup con tutti i dati più importanti su un’unità esterna e su un cloud (se possibile). Ma se la preoccupazione è che l’SSD sia meno affidabile del vecchio hard disk meccanico, beh… non è così.

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