Come funziona il cardiofrequenzimetro negli indossabili?

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Acquistare un indossabile (smartband, smartwatch, orologio GPS)? La prima cosa da valutare è la presenza del cardiofrequenzimetro integrato. Conoscere la propria frequenza cardiaca, sia durante un allenamento che durante la quotidianità, può davvero fare la differenza. Secondo il blog di Harvard Health, la frequenza cardiaca a riposo è un fattore chiave per determinare lo stato di salute generale.

Quelli toracici e quelli ottici sono i 2 cardiofrequenzimetri più comuni e sfruttano metodi simili per misurare i battiti. Tuttavia, le principali differenze in termini di metodologia e design determineranno quale dispositivo scegliere.

Cardiofrequenzimetro toracico

I cardiofrequenzimetri toracici sono in genere costituiti da una lunga fascia elastica a mò di cintura che avvolge il petto, e presentano un trasmettitore e un piccolo elettrodo posizionato a contatto con la pelle. Questi funzionano in modo diverso rispetto agli onnipresenti monitor da polso, perché utilizzano l’elettrocardiografia per registrare l’attività elettrica del cuore. L’elettrodo ha bisogno di acqua o sudore per raccogliere qualsiasi segnale elettrico. Quando ci si allena e si suda, gli elettrodi raccolgono i segnali elettrici emessi dal cuore e inviano tali informazioni al trasmettitore.

Il trasmettitore è in genere l’unica parte della fascia toracica che è rimovibile. All’interno c’è un microprocessore che registra e analizza la frequenza cardiaca, oltre a una batteria e ai chip necessari per la connettività Bluetooth. Sfruttando il Bluetooth, il trasmettitore può inviare i dati al dispositivo mobile collegato (ad esempio un cellulare), che funge da ricevitore.

come funziona Cardiofrequenzimetro toracico

Cardiofrequenzimetro da polso

I cardiofrequenziometri ottici sono i più comuni negli indossabili. Questi rilevano i dati sulla frequenza cardiaca attraverso la fotopletismografia (PPG).

Per spiegare: i dispositivi indossabili con sensori ottici della frequenza cardiaca presentano dei piccoli LED sul lato inferiore che emettono luce verde sulla pelle del polso. Le diverse lunghezze d’onda della luce di questi emettitori ottici interagiscono in modo diverso con il sangue che scorre attraverso il polso. Quando la luce rifrange (o riflette) con il sangue che scorre, un altro sensore nell’indossabile cattura quell’informazione, che viene poi elaborata per ottenere un risultato analitico.

Poiché la maggior parte dei moderni tracker sono dei braccialetti/orologi, i cardiofrequenzimetri ottici solitamente si trovano al polso. Ma di recente abbiamo visto alcune variazioni, come i tracker che utilizzano la fotopletismografia all’interno dei condotto uditivo. Indipendentemente da dove si trova il dispositivo, il processo di PPG è lo stesso.

come funziona Cardiofrequenzimetro da polso

La questione affidabilità

Il motivo principale per cui molti atleti preferiscono i cardiofrequenzimetrici toracici a quelli da polso è la precisione. Vi sono motivi specifici per cui le fasce cardio sono in linea di massima più precise: il più importante è che il sensore è posizionato più vicino al cuore rispetto a un braccialetto, consentendo di rilevare un segnale cardiaco più forte. Quando i medici e gli infermieri usano le macchine ECG per valutare i pazienti, collocano fino a 12 elettrodi su varie parti del corpo, la maggior parte delle quali vanno attorno al cuore. Ciò consente ai professionisti del settore di valutare in modo più completo l’attività elettrica del cuore.

Un altro motivo per cui le fasce tendono a essere più precise è che c’è meno possibilità d’errore da parte dell’utente. E’ molto difficile indossare una fascia toracica troppo larga, visto che la cinghia cadrebbe semplicemente in vita.

In ogni caso, i tracker da polso sono migliorati nel corso degli anni, e considerando che la PPG non è una novità, non è un modo intrinsecamente imperfetto di catturare i dati. Tuttavia, rispetto all’elettrocardiografia e alle fasce, i moderni indossabili offrono agli utenti più modi per limitare la precisione del sistema.

In primis, i movimenti possono compromettere la precisione di un cardiofrequenzimetro ottico. A differenza di una fascia toracica, i braccialetti sono molto più facili da regolare per ottenere il massimo comfort, ma si possono muovere molto più facilmente. I braccialetti devono essere indossati appena sopra l’osso del polso o a una larghezza di circa due dita da dove la mano incontra il polso. Se il braccialetto si sposta troppo in basso o troppo in alto, è possibile compromettere le letture.

Inoltre, se indossato troppo stretto, il cinturino può interferire con il flusso sanguigno, se troppo largo, lo spazio e l’aria possono impedire al cardiofrequenzimetro ottico di rilevare la frequenza cardiaca.

Quale cardiofrequenzimetro scegliere?

fascia cardio vs fitness band

Raccomandiamo una fascia toracica per allenamenti da praticare in certe zone della frequenza cardiaca. Questi dispositivi sono più affidabili e coerenti, sia durante il riposo, sia nel bel mezzo di una sessione HIIT.

Dovrebbero rinunciare ai lettori ottici quelli che sono molto attivi e hanno obiettivi specifici. Triatleti, maratoneti e via dicendo dovrebbero investire in una fascia toracica (consigliamo la Polar H10).

Se la massima precisione non è l’obiettivo principale, ma si vuole comunque tenere sotto controllo la frequenza cardiaca H24, il consiglio è quello di acquistare un fitness tracker a mò di braccialetto, come il Fitbit Inspire HR. Il principale vantaggio è quello di poterlo indossare tutto il giorno, tutti i giorni, come se fosse un orologio, al contrario delle fasce cardio che una volta completato l’allenamento in genere si sente la necessità di toglierle.

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